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CittadinanzattivaRegionePiemonteETS

(maggio 2019)

Una lunga esperienza ci dice che sarebbe del tutto ingenuo pensare che il documento di una organizzazione civica possa incidere effettivamente sul dibattito elettorali e che l’eventuale assunzione degli impegni richiesti da parte dei candidati produca poi risultati effettivi. La situazione in atto lungi dall’offrire nuove prospetti veci sembra ancora più deteriorata. Ciononostante, la convocazione delle elezioni regionali resta, anche per noi, una occasione utile per fare e comunicare alcune riflessioni di ordine generale.

Nel 2014 avevamo sottoposto ai candidati una proposta di Carta dei diritti delle comunità locali volta favorire il crescente distacco fra popolazione e istituzioni, garantendo, fra l’altro:

1. Il diritto, delle organizzazioni civiche e degli enti locali, all’interlocuzione con le amministrazioni competenti per la progettazione e l’attuazione di soluzioni sostenute dalla valorizzazione delle risorse locali (cittadinanza, volontariato, professionisti, farmacie e servizi comunali) e di vedere accolte senza pregiudizi e, anzi favorite, la proprie attività come prevede l’art. 118 u.c. della Costituzione;

2. Il diritto all’informazione tempestiva, completa, chiara e puntuale, sugli effetti previsti dalle politiche pubbliche nei territori ed in particolare:

  • sull’assetto dei servizi sociali e sanitari stabilito dai piani e dai programmi delle Regioni, delle aziende sanitarie e degli enti assistenziali;
  • sui provvedimenti per la prevenzione dei rischi civili e per l’organizzazione degli interventi in caso di calamità;
  • sugli standard di funzionamento dei servizi pubblici locali (trasporti, raccolta rifiuti, servizi idrici) previsti dalle normative sulle Carte dei servizi e sulla attuazione delle forme di controllo democratico;
  • sull’organizzazione degli asili nido e dei servizi per l’istruzione,

3. Il diritto alla valutazione, da parte dei cittadini, delle organizzazioni civiche e degli enti locali, della corrispondenza dei servizi effettivamente svolti con gli standard dichiarati dalle amministrazioni competenti e, comunque, con la concreta tutela dei diritti dei cittadini; con l’obbligo delle amministrazioni competenti di dare risposte tempestive e puntuali ai rilievi, alle osservazioni e alla proposte che emergono dalla valutazione stessa.

Salute TDM mani anziane giovani

Il 25 gennaio, a Pinerolo presso la sala Conferenze del distretto dalle 16 alle 19,30 si svolgerà il quinto evento regionale “Dalla sanità visibile alla sanità invisibile: grandi rischi e grandi opportunità quali spazi per le comunità locali?”. Dando l’annuncio, Alessio Terzi, segretario regionale di Cittadinanzattiva ha dichiarato- “I provvedimenti regionali e nazionali hanno quasi completato il disegno della nuova sanità territoriale che dovrebbe accompagnare la ristrutturazione dell’assistenza ospedaliera. Le cose scritte sulle carte sono in larga parte condivisibili e promettenti ma l’esperienza ci insegna che il passaggio dalle carte alla realtà non è scontato e ha dato, più di una volta, cattivi risultati. Questo timore è rafforzato dal fatto che la possibilità delle comunità locali di valutare l’effettiva attuazione dei provvedimenti e i loro effetti concreti è scarsa se non nulla, soprattutto nei territori disagiati”.

Alessandria

L'8 novembre ad Alessandria, presso la sala del Consiglio Provinciale, si è svolto il terzo incontro del percorso regionale "Dalla sanità visibile alla sanità invisibile:grandi rischi e grandi opportunità", organizzato in collaborazione con l"Arcobaleno del volontariato.

Dopo il saluto del presidente della Provincia, Gialdi, Alessio Terzi, segretari regionale, ha illustrato i dati raccolto nell'ambito del programma nazionale "Fuori dall'ospedale, dentro le mura domestiche" in tutti i distretti della provincia sottolineando le criticità presenti nel coordinamento dei servizi di emergenza urgenza, nella organizzazione della medicina generale, nella visibilità delle reti di patologia e nella formazione dei PDTA e la ancora scarsa diffusione dei Piani personalizzati che garantiscano la concreta presa in carico dei malati cronici, oncologici e non autosufficienti e i costi che gravano sulle famiglie che si prendono cura dei propri malati (vedi le slide allegate). Il dott. Roberto Stura, coordinatore dei distretti della Asl di Alessandria ha replicato rivendicando l'esistenza di una buona rete di continuità assistenziale ma ammettendo anche la scarsa formalizzazione dei percorsi (che riduce la possibilità dei malati di accedere ai servizi n.d.r).

Sono intervenuti successivamente il presidente dell'ordine dei medici, alcuni sindaci, che anno messo in evidenza le difficoltà di accesso ai servizi di ampie zone della provincia causate dalla assenza di servizi di trasporto, i rappresentanti di associazioni di malati cronici che hanno sottolineato lo scarso coinvolgimento dei pazienti e delle loro associazioni nella organizzazione e nella valutazione dei servizi. Il presidente della Commissione sanità del Consiglio regionale, Domenico Ravetti, ha annunciato l'approvazione di una mozione che impegna la giunta a fondere l'Asl di Alessandria con l'Azienda ospedaliera della città I lavori sono stati conclusi da Mara Scagni, presidente regionale e coordinatrice della assemblea di Alessandria, che ha richiamato le criticità emerse nel dibattito, ha sollecitato sindaci a riprendere il ruolo di responsabili della salute affidato ad essi dalla Costituzione e ha confermato la necessità di risolvere i problemi con un forte coinvolgimento dei cittadini, a garanzia della trasparenza e soprattutto per evitare che le trasformazioni in corso siano causa di lesioni ai diritti dei cittadini.