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Messaggio di avviso

monitoraggio ospedali pronto soccorso

Comunicato stampa (7 gennaio 2017)

A proposito dei recenti problemi di sovraffollamento dei centri di pronto soccorso, Elisabetta Sasso, del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Dobbiamo costatare, anche quest’anno, il sovraffollamento dei pronto soccorso cittadini a causa dell'epidemia influenzale. Sembra che le dimensioni del fenomeno siano particolarmente elevate e, con ogni probabilità, stiamo scontando gli effetti della folle campagna anti-vaccinazioni messa in atto da persone e centri irresponsabili, ampiamente facilitata dall’attuale clima generale di sfiducia verso l’informazione istituzionale. Non possiamo ignorare una responsabilità dei cittadini che, per sfiducia preconcetti, pigrizia e scarsa attenzione ha rinunciato alla prevenzione e sarebbe importante sapere quante sono, fra le persone che hanno impegnato le strutture di pronto soccorso, quelle che non si sono vaccinate. E’ altrettanto vero, però, che la punta delle influenze si presenta ogni anni in questo periodo e che ogni pronto soccorso, come chiediamo da tempo con la Società italiana dell’emergenza urgenza, dovrebbe predisporre un piano per la gestione dell’emergenza stagionale, mirato a contenere il più possibile i disagi per i malati e per gli stessi operatori.

 

E’ altrettanto vero che il sovraffollamento non riguarda solamente questo periodo dell'anno, maè un dato costante., sia pure con intensità variabile,. Nei nostri monitoraggi periodici abbiamo verificato che la maggior parte dei cittadini si autonomamente al pronto, senza passare né dal 118 e spesso neanche da proprio medico, perché non trova altre risposte sul territorio (come è noto medici o pediatri non sono facilmente reperibili al di fuori degli orari di ambulatorio, più d’uno non fa visite a domicilio e, comunque, i percorsi diagnostico sono spesso una corsa a ostacoli).

 Il pronto soccorso diventa una via privilegiata di accesso ai servizi ma così rischia di perdere la propria natura e la propria funzione, La questione è ulteriormente complicata dal fatto che, per effetto della riduzione dei letti è difficile ricoverare tempestivamente i malati che ne hanno bisogno ed è difficile anche dimettere dagli ospedali stessi verso alte strutture di cura. Le lunghe e pericolose permanenze in barelle ubicate in spazi precari testimoniano la gravità della situazione.

Le misura necessarie per porre rimedio q questa situazione, sono ampiamente note: il rafforzamento del territorio con le case della salute, gli studi medici ad orario prolungato, i piani di assistenza per i malati cronici che prevedono il trattamento delle eventuali fasi critiche senza ricovero in ospedale, il management coordinato dei letti ospedalieri, il governo tempestivo delle dimissioni verso strutture idonee opportunamente convenzionate, soprattutto l’integrazione dei sistemi informativi dei diversi centri e altro ancora.

Cittadinanzattiva e Simeu hanno presentato all’assessorato alla Sanità, quasi un anno fa, una raccomandazione molto dettagliata a questo proposito e sappiamo che su queste cose si sta lavorando. Bisogna però che le azioni siano predisposte ed attuate con maggiore celerità, con una priorità pari a quella delle misure finanziarie, diversamente decine o centinaia di migliaia di cittadini continueranno a correre seri ma evitabili rischi per la propria salute e per la vita.”